Giappone


Una amica di infanzia, di quelle che conosci dalla prima elementare, che hai visto un po' in tutte le salse, dal pigiama al vestito da sera, si sposa a maggio. E ovviamente qual è la parte più emozionante per una appassionata di viaggi come me? Il viaggio di nozze! Lei e il suo futuro consorte tempo fa mi avevano chiesto qualche consiglio su Giappone e Argentina, paesi che ho visitato e amato entrambi, e mi ero trovata in difficoltà dovendo dare una preferenza. Oggi scopro che hanno deciso: Japan on tour in maggio. Mi hanno subito fatto venire in mente le mie vacanze di primavera 2017 passate tra i petali (ormai quasi tutti caduti) dei ciliegi in fiore e anche la disdicevole mancanza di un articolo riguardante il Giappone sul mio piccolo blog.
Il mio incontro con il Sol Levante è arrivato un po' per caso, nonostante i viaggi degli ultimi anni  si fossero concentrati sul Sud Est Asiatico (eccezion fatta per la parentesi sudamericana), il Giappone non aveva mai popolato i miei sogni: lo percepivo come troppo tecnologizzato e cittadino, troppo asettico. Tuttavia io e la mia dolce metà siamo appassionati di cucina giapponese e lui, pur non essendo un gran viaggiatore, erano anni che parlava del "quando andremo in Giappone". Così, prese le redini del discorso, ho deciso di far diventare i sogni realtà, nemmeno fossi la fata madrina di Cenerentola, e lo scorso aprile eravamo in procinto di partire per il magico Giappone. 
Che dirvi? Un viaggio in più fasi, che ho progettato, che ho vissuto e che ho metabolizzato, in un crescendo di sensazioni positive! Ricordo ancora che sul volo di ritorno verso Milano, in coda per scendere dall' aereo (avete presente quando si spengono le luci delle cinture di sicurezza e si alzano tutti in piedi e voi pensate ma cosa si alzano 'sti scemi tanto le porte sono ancora chiuse, ecco, io ero tra gli scemi in piedi) ho scambiato qualche parola con una nonna di ritorno dal Giappone dopo una visita alla nipote che viveva lì per motivi di studio: la signora sosteneva che il Giappone non le era proprio piaciuto, troppo caotico e faticoso per lei. Mi ricordo di aver condiviso parte delle sue idee sul momento: in effetti Tokyo, ma anche Kyoto in parte, si erano rivelate non proprio rilassanti. 

Ma questo viaggio in Giappone, mi era piaciuto o no? 

Decisamente si. Il Giappone è un paese che mi è entrato sotto la pelle in modo inaspettato, di soppiatto, silenziosamente. Non l'avevo sognato anni prima, immaginandomi come sarebbe stato, ma avrebbe popolato i miei sogni per molto tempo. Un Paese di contraddizioni, di grattacieli e templi antichi, di luci e suoni, di gentilezza e riservatezza al limite dell'eccesso. Quando attraversi le strade di Shibuya pensi: sono al centro del mondo, se deve succedere qualcosa di importante non può che succedere qui, adesso. In mezzo a quella miriade di persone percepisci il tuo esserci in modo più violento e fisico, e il verbo assume un significato nuovo e sorprendente. 


Quando sali le strette vie per arrivare al Kiyomizu-dera torni indietro nel tempo: ecco il Giappone che avevi sognato, con le case di legno, la sacralità del tempio, la filosofia antica: e anche tra la folla di turisti vocianti sei da solo, sulla terrazza a guardare il tramonto che avvolge le case di Kyoto, perso in un tempo antico e sospeso. scoprire di non aver mai davvero assaggiato la cucina giapponese, i bagni pulitissimi in ogni dove, le bibite strane dei distributori automatici, le sale gioco, il mercato del pesce, le foreste di bambù, gli onsen e i mercati. 
Poi il cibo, accorgerti che non avevi mai mangiato davvero la cucina giapponese, i templi, i mercati, gli onsen, i grattacieli.


 E se ti capita anche ti incontrare una geisha per le antiche a magiche vie di Shinbashi Dori? 


Devi per forza trovarti in un sogno.



Se ti ho fatto voglia di partire e di saperne di più su come organizzare il tuo viaggio in Giappone continua a seguirmi, prossimamente il programma più dettagliato con gli highlights da non perdere!

Commenti

Posta un commento

Post più popolari